Le dogane nella lotta alla contraffazione

Un documento risalente, in base alla data riportata sulla descrizione al grafico a fondo del documento, all’anno 2008 o 2009.
Tramite questo documento si ha una chiara panoramica di tutte le procedure effettuate alla dogana per il controllo delle merci da parte delle autorità preposte, viene riportato elenco delle leggi e dei decreti inerenti le questioni contraffazione, l’organizzazione, i poteri, gli strumenti e i risultati. Un chiaro ed almeno si pensa, autorevole, documento che fa piazza pulità di molte presunte verità trovate sugli interventi in risposta su molti forums, in seguito a domande in generale per sapere quali sono le possibili conseguenze, ad esempio, per un blocco di merce in dogana, anche in casi di contraffazione.
in formato pdf: Agenzia delle Dogane nella lotta alla contraffazione

I funzionari doganali grazie alle disposizioni comunitarie e nazionali vigenti possono procedere a:
a) un immediato blocco della merce presumibilmente contraffatta e/o usurpativa:attraverso il Circuito Doganale di Controllo, è infatti possibile individuare la merce sospetta e sottoporla ad un approfondito controllo di tipo documentale,e/ofisico, con la possibilità eventualmente di sottoporre la spedizione agli scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane;

b) In caso di sospensione dello svincolo delle merci i funzionari doganali informano il titolare del diritto di una possibile contraffazione affinché lo stesso, proceda all’accertamento della sospettata contraffazione mediante perizia redatta a cura di un tecnico preventivamente incaricato: qualora si tratti di merci deperibili, la normativa comunitaria prevede un limite di tre giorni di tempo per determinare se vi sia stata violazione di un diritto di proprietà intellettuale; al di fuori dei casi di merci deperibili il termine è di dieci giorni, prorogabili, in casi particolari, ad altri dieci. Nel caso la perizia dia esito positivo, ovvero in cui sia comunque ipotizzabile un reato, l’autorità doganale sottopone a sequestro le merci contraffatte ed invia notizia di reato all’autorità giudiziaria competente perché possa avviarsi un procedimento di natura penale:
7 c) ai sensi dell’ articolo 473 C.P. ;
8 d) ai sensi dell’ articolo 474 C.P. ;
9 e) ai sensi dell’ articolo 517 C.P. ;
10 f) ai sensi dell’articolo 648 C.P
L’art.2 del Regolamento CE n°1383/2003 ha anche esteso rispetto alla normativa comunitaria previgente l’ambito di intervento delle dogane: oltre alle tradizionali categorie di merci sospettate di violare i diritti di proprietà intellettuale (merci contraffatte, merci usurpative, merci che, in base alla normativa del singolo Stato Membro, ledono i diritti relativi a brevetti e a certificati protettivi complementari) sono state anche contemplate le merci che violano le disposizioni nazionali in materia di privative nazionali per ritrovati vegetali, denominazioni d’origine (DOP), indicazioni geografiche (IGP) o denominazioni geografiche. I funzionari doganali non possono intervenire nei casi di vendite parallele ovvero del così detto “mercato grigio”, poichè questo fenomeno non ha nulla a che vedere con la contraffazione vera e propria in quanto si riferisce alla commercializzazione di beni tramite canali di distribuzione diversi da quelli autorizzati dal produttore o fabbricante.

Contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali -Chiunque contraffà o altera i marchi o segni distintivi,
nazionali o esteri, delle opere dell’ingegno o dei prodotti industriali, ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali
marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a lire quattro milioni. Alla stessa pena soggiace chi … … … … e ssere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali brevetti, disegni o modelli contraffatti o alterati.
Le disposizioni precedenti si applicano sempre che siano state osservate le norme delle leggi interne o delle convenzioni internazionali sulla tutela della … … nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi -Chiunque, fuori dei casi di concorso nei delitti preveduti dall’articolo
precedente, introduce nel territorio dello Stato per farne commercio, detiene per vendere, o pone in vendita, o mette altrimenti in circolazione opere
dell’ingegno o prodotti industriali, con marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, contraffatti o alterati, è punito con la reclusione fino a due anni e con la
multa fino a lire quattro milioni. Si applica la disposizione dell’ultimo capoverso dell’articolo precedente;
9Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in circolazione opere dell’ingegno o prodotti industriali, con nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri [
2563-2574 c.c.], atti a indurre in inganno il compratore sull’origine, provenienza o qualità dell’opera o del prodotto, è punito, se il fatto non è preveduto
come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a ventimila euro; 10 Fuori dei casi di concorso nel reato, chi,
al fine di procurare a se’ o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque s’intromette nel
farli acquistare, ricevere od occultare, e’ punito con la reclusione da due a otto anni e con la multa da lire un milione a lire venti milioni. La pena e’ della
reclusione sino a sei anni e della multa sino a lire un milione, se il fatto e’ di particolare tenuita’. Le disposizioni di questo articolo si applicano anche
quando l’autore del delitto, da cui il denaro o le cose provengono, non e’ imputabile o non e’ punibile

One Reply to “Le dogane nella lotta alla contraffazione”

  1. riporto le parti salienti del documento saltando quello che non è focalizzato al problema contraffazione merci o importazione. Credo come detto che questo documento faccia chiarezza su molte domande a cui molto spesso sono date risposte quanto meno “superficiali” dovute magari al fatto che chi non è effettivamente in qualche modo del campo non si documenta di queste questioni. In breve sono riportate molte delle risposte a tante domande, risposte che sono deducibili dal contesto. Leggi, prassi, e breve ma completa info generale sulla contraffazione dal punto di vista giuridico.

    Agenzia delle Dogane-organizzazione:
    L’Agenzia delle Dogane è strutturata su tutto il territorio nazionale ed è organizzata in una struttura
    centrale, articolata in aree ed uffici di staff, ed una struttura periferica, ripartita in 14 Direzioni Regionali,
    che dal prossimo novembre p.v. saranno 10, con competenza su una o più regioni, ed infine in 80 uffici
    delle dogane, che sovrintendono a “zone” geografiche di particolare importanza economica. In tale organizzazione, il coordinamento dell’attività di prevenzione e contrasto ai traffici illeciti è di competenza dell’Ufficio Antifrode Centrale, che impartisce le necessarie disposizioni agli uffici antifrode presso gli uffici doganali periferici.

    L’Ufficio Antifrode Centrale rappresenta altresì la struttura di riferimento nazionale per l’OLAF, Ufficio europeo per la Lotta alla Frode e per tutti gli enti e/o organismi comunitari ed internazionali deputati alla
    prevenzione ed al contrasto delle frodi doganali.

    L’Agenzia delle Dogane-poteri
    Com’è noto, alle Dogane – che già controllano ai fini tributari il movimento internazionale delle merci, dei
    passeggeri e loro bagagli ai quali, considerata la loro indicazione strategica, sono affidati anche compiti di natura “extra tributaria”.

    Il legislatore, anche al fine di conseguire un’economia organizzativa ed operativa della Pubblica Amministrazione, ha demandato nel tempo all’Autorità doganale (identificando come tale gli uffici periferici dell’Agenzia delle Dogane) un gran numero di adempimenti di carattere extratributario.

    In tale multiforme attività di controllo, i funzionari doganali, rivestono – ai sensi dell’art.324 del TULD, degli artt. 30 e 31 della L. nr. 4/1929 e dell’art.57 del c.p.p. – la qualità di ufficiali di polizia tributaria e giudiziaria, nei limiti del servizio cui sono destinati, con l’estensione anche fuori degli spazi doganali, per le visite, ispezioni e controlli di cui all’art. 20 bis del TULD (art.64.4 del D.L. 28/4/1993 nr. 131).

    Agenzia delle Dogane-strumenti
    In sede doganale gli strumenti principali per la lotta alla contraffazione sono:

    1. CIRCUITO DOGANALE DI CONTROLLO che consente di selezionare le dichiarazioni presentate dagli operatori, sulla base di profili di rischio inseriti a sistema in relazione alle analisi effettuate sulle diverse possibili ipotesi di frode (analisi dei rischi centrale), nonchè sulla base delle indicazioni provenienti dagli uffici territoriali, i quali, comunque, provvedono ad integrare le indicazioni provenienti dal circuito doganale di controllo con l’analisi dei rischi locale. Il sistema, in base all’analisi effettuata, segnala la tipologia di controllo cui sottoporre le dichiarazioni:

    • controllo fisico delle merci (VM);
    • controllo dei mezzi di trasporto e dei container mediante l’ausilio degli “scanner” (CS);
    • approfondito controllo documentale della dichiarazione e della documentazione allegata
    (CD);
    • controllo automatizzato (CA). Si tratta di una metodologia di controllo che utilizza le informazioni presenti nel sistema informatico doganale che portano ad escludere, almeno in
    prima istanza, per il minore rischio di frode e a seguito di un generale controllo di ammissibilità
    della dichiarazione doganale , la necessità di procedere ad uno dei tre precedenti controlli.

    2. A.I.D.A.(AUTOMAZIONE INTEGRATA DOGANE ACCISE) dell’Agenzia delle Dogane gestisce in
    tempo reale, ogni anno:

    • o Oltre 11 milioni di dichiarazioni doganali di importazione, esportazione e transito. Solo il 4% delle dichiarazioni è presentato su carta;
    • o Circa 32 milioni di transazioni intracomunitarie (riepilogate sugli elenchi intra) di cui 10% presentati su carta, 58% su floppy e 32% su telematico.

    I “cargo manifest” (dichiarazioni che riepilogano il carico delle merci imbarcate e sbarcate via nave o
    aereo) trattati per via telematica nel 2007 ammontano a circa il 30% del totale e riguardano oltre 2.500.000 container in arrivo e 1.800.000 spedizioni via aerea. Le imprese eseguono le operazioni di import export utilizzando un servizio di sdoganamento on line, in cui è integrata l’attività di controllo. Ogni dichiarazione doganale, a prescindere dalla modalità di presentazione, è esaminata in tempo reale dal sistema informatico per :

    • o Verificare la correttezza formale della dichiarazione (il sistema comunica agli utenti gli errori rilevati e registra soltanto le dichiarazioni formalmente corrette)
    • o Verificare che alla dichiarazione siano allegati i certificati e le licenze richieste per il tipo di operazione eseguita (controllo di ammissibilità)
    • o Verificare l’esistenza e la validità di certificati/licenze allegati, qualora l’ente emittente metta a disposizione la base dati che li contiene (controllo on line dei titoli/certificati-sportello unico);
    • o Gestire automaticamente la selezione dei controlli in base a consolidate ed efficienti tecniche di analisi dei rischi (circuito doganale di controllo).

    3. CONTROLLI SCANNER: L’ Agenzia delle Dogane nell’ambito dei controlli doganali nel 2002 si è dotata di 28 apparecchiature scanner per l’analisi a raggi X delle merci trasportate all’interno di container o altri mezzi (autocarri, autovetture ecc.). Gli scanner, come evidenziato nella figura, sono stati installati nelle dogane presso i principali porti od interporti a più intenso traffico di container e a maggior rischio, con finalità non limitate soltanto alla prevenzione delle frodi, ma volte ad impedire anche eventuali azioni terroristiche, consentendo di individuare anche merci pericolose o dual-use.

    Fenomeno -contraffazione
    La commercializzazione di merci contraffatte, di merci usurpative e, in genere di tutte le merci che violano i diritti di proprietà intellettuale,oltre a produrre notevoli danni ai titolari dei diritti ai fabbricanti e ai commercianti che rispettano le Leggi, induce in inganno i consumatori, mettendo a rischio la loro salute e sicurezza. La riproduzione fraudolenta di un prodotto può anche provocare deviazioni del traffico commerciale e fenomeni di concorrenza sleale e produce danni gravissimi allo sviluppo della ricerca ed alla capacità di invenzione e di innovazione, minando alla base la fiducia nella capacità di espansione di un mercato interno. Il mancato sviluppo della ricerca determina il calo degli investimenti, lo spostamento delle produzioni verso mercati che tutelano in maniera efficace i propri diritti e l’inevitabile conseguenza di tutto ciò è la riduzione del numero dei posti di lavoro offerti dalle imprese.

    La contraffazione è ormai diffusa in quasi tutti i settori della produzione e del consumo:
    moda, abbigliamento, pelletteria, orologi, scarpe, profumi, occhiali, elettronica di consumo, software,
    sigarette, attrezzature sportive, mobili, giocattoli, pezzi di ricambio per auto, pezzi di aerei, medicinali,
    prodotti alimentari, liquori, ecc .
    Alcuni dei settori sopra elencati riguardano direttamente la salute dei consumatori e quindi
    richiedono interventi immediati e preventivi da parte delle autorità preposte al controllo, le quali provvedono al sequestro e della distruzione delle merci contraffatte. Tale attività comunque deve essere svolta senza ostacolare il normale svolgimento del commercio
    legittimo..
    L’ Unione Europea, attraverso l’adozione di nuovi strumenti normativi, si pone l’obiettivo di rendere sempre più efficiente la risposta e la capacità di intervento degli Stati Membri rispetto ad un fenomeno criminale che ha assunto dimensioni estremamente gravi negli ultimi anni. Al riguardo, l’Autorità doganale competente è, per l’Italia, l’Agenzia delle Dogane, la quale esercita il proprio potere d’intervento secondo le modalità dettate dalla normativa comunitaria di riferimento costituita dai Regolamento CE n.1383/2003 e dal Regolamento CE 1891/2004;e tale normativa attribuisce all’Autorità doganale il potere di sospendere lo svincolo o procedere al blocco delle merci sospettate, informando il titolare del diritto.
    Il Regolamento CE n. 1383 del Consiglio del 22 luglio 2003 definisce:
    1
    • merci contraffatte si intendono:
    • o le merci, compreso il loro imballaggio, su cui sia stato apposto, senza autorizzazione, un marchio di fabbrica o di commercio identico a quello validamente registrato per gli stessi tipi di merci, o che non possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali da tale marchio di fabbrica o di commercio e che pertanto violi i diritti del titolare del marchio in questione;
    • o qualsiasi segno distintivo (compresi logo, etichetta, opuscolo, ecc.), anche presentato separatamente;
    • o gli imballaggi recanti marchi di merce contraffatta presentati separatamente;

    2

    • merci usurpative le merci che costituiscono o che contengono copie fabbricate senza il consenso del
    titolare del diritto d’autore o dei diritti connessi o del titolare dei diritti relativi al disegno o modello, registrato o meno, a norma del diritto nazionale, ovvero di una persona da questi autorizzata nel paese di produzione.
    1
    Art. 2 sub 1 lettera a) Reg.
    2
    n.1383/2003 Art.2 sub 1 lettera b)
    Reg. N.1383/2003
    Le organizzazioni criminali, nel trasferire le merci dal luogo di produzione a quello di distribuzione,cercano prima di tutto di, non consentire l’individuazione della provenienza: le merci contraffatte, prima di arrivare a destinazione, transitano spesso attraverso altri paesi per poi essere rinviate verso gli effettivi paesi destinatari. Attualmente il rischio maggiore per la salute è rappresentato dall’acquisto di medicinali presumibilmente contraffatti attraverso la grande farmacia on-line che è Internet, che costituisce un canale di distribuzione che sfugge a qualsiasi tipologia di controlli da parte delle autorità.
    La vendita di farmaci, vitamine e integratori attraverso Internet e la deregolamentazione del commercio
    al dettaglio per alcuni farmaci indurrebbero potenziali clienti ad un uso considerevole di farmaci di qualità
    non controllata e probabilmente contraffatti.
    Come già accennato , il reato di contraffazione si realizza mediante la messa in circolazione di un
    prodotto con marchio contraffatto e, nel caso dei farmaci, anche di un principio attivo contraffatto.
    La minaccia più grave riguarda i medicinali provenienti dalla Cina e dall’India, dove sono prodotti senza
    una opportuna regolamentazione e senza il rispetto di standard qualitativi, compromettendo la sicurezza
    e l’efficacia dei prodotti farmaceutici stessi.
    A tal fine la Commissione Europea nell’anno 2008 ha realizzato un’ “operazione doganale congiunta”
    denominata MEDIFAKE, riguardante i medicinali falsi, alla quale hanno partecipato tutti i 27 paesi
    membri della Comunità.
    Tale operazione ha permesso di individuare non solo gli indicatori di pericolo ma ha fatto anche
    emergere le rotte dei traffici illeciti e gli operatori economici sospetti.
    Ruolo dell’Agenzia delle Dogane nella lotta alla contraffazione.
    Il ruolo di primo piano dell’Agenzia delle Dogane nella lotta alla contraffazione è determinato dalle normative
    sia di livello comunitario che nazionale, ed è stato recentemente meglio precisato e rafforzato dal
    3
    Regolamento del Consiglio Europeo n.°1383 del 2003 , dal Regolamento della Commissione n.°1891 del 21
    4 5 6 Ottobre 2004, dalle disposizioni dell’art.4, commi 54e 80 della Legge 350 del 24 Dicembre 2003.
    L’insieme di queste norme, rafforzando il quadro giuridico di riferimento già esistente, consente un
    3
    Intervento dell’autorità doganale nei confronti di merci sospettate di violare taluni diritti di proprietà intellettuale e misure da adottare nei 4 5
    confronti di merci che violano tali diritti) Regolamento di applicazione delle disposizioni del Reg. CE n° 1383/2003 sulla contraffazione
    Per potenziare la lotta alla contraffazione e per tutelare la specificità dei prodotti,l’Agenzia delle dogane può sottoscrivere con gli operatori, su loro richiesta, convenzioni per la raccolta in una banca dati multimediale dei dati)i 6 L’autorità amministrativa, quando accerta, sia all’atto dell’importazione o esportazione che della commercializzazione o distribuzione, la violazione di un diritto di proprietà
    intellettuale o industriale, può disporre anche d’ufficio, previo assenso dell’autorità giudiziaria e facendone rapporto alla stessa il sequestro della merce, e decorsi tre mesi, la distruzione, a spese, ove possibile del contravventore; è fatta salva la conservazione di campioni da utilizzare ai fini giudiziari più efficace contrasto di tale fenomeno illecito ed una conseguente, maggiore tutela dei titolari dei diritti diproprietà intellettuale e dei consumatori.
    I funzionari doganali grazie alle disposizioni comunitarie e nazionali vigenti possono procedere a:
    a) un immediato blocco della merce presumibilmente contraffatta e/o usurpativa:attraverso il Circuito Doganale di Controllo, è infatti possibile individuare la merce sospetta e sottoporla ad un approfondito controllo di tipo documentale,e/ofisico, con la possibilità eventualmente di sottoporre la
    spedizione agli scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane;

    b) In caso di sospensione dello svincolo delle merci i funzionari doganali informano il titolare del diritto di una possibile contraffazione affinché lo stesso, proceda all’accertamento della sospettata contraffazione mediante perizia redatta a cura di un tecnico preventivamente incaricato: qualora si tratti di merci deperibili, la normativa comunitaria prevede un limite di tre giorni di tempo per determinare se vi sia stata violazione di un diritto di proprietà intellettuale; al di fuori dei casi di merci deperibili il termine è di dieci giorni, prorogabili, in casi particolari, ad altri dieci. Nel caso la perizia dia esito positivo, ovvero in cui sia comunque ipotizzabile un reato, l’autorità doganale sottopone a sequestro le merci contraffatte ed invia notizia di reato all’autorità giudiziaria competente perché possa avviarsi un procedimento di natura penale:
    7
    c) ai sensi dell’ articolo 473 C.P. ;
    8
    d) ai sensi dell’ articolo 474 C.P. ;
    9
    e) ai sensi dell’ articolo 517 C.P. ;
    10
    f) ai sensi dell’articolo 648 C.P
    L’art.2 del Regolamento CE n°1383/2003 ha anche esteso rispetto alla normativa comunitaria previgente
    l’ambito di intervento delle dogane: oltre alle tradizionali categorie di merci sospettate di violare i diritti di
    proprietà intellettuale (merci contraffatte, merci usurpative, merci che, in base alla normativa del singolo Stato Membro, ledono i diritti relativi a brevetti e a certificati protettivi complementari) sono state anche contemplate le merci che violano le disposizioni nazionali in materia di privative nazionali per ritrovati vegetali,
    denominazioni d’origine (DOP), indicazioni geografiche (IGP) o denominazioni geografiche. I funzionari doganali non possono intervenire nei casi di vendite parallele ovvero del così detto “mercato grigio”, poichè questo fenomeno non ha nulla a che vedere con la contraffazione vera e propria in quanto si riferisce alla commercializzazione di beni tramite canali di distribuzione diversi da quelli autorizzati dal
    produttore o fabbricante.

    La regolamentazione comunitaria non viene applicata alle merci contenute nei bagagli personali dei
    viaggiatori nel caso in cui il valore dei beni non superi complessivamente 300 € per viaggiatore; detto
    7
    Contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali -Chiunque contraffà o altera i marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, delle opere dell’ingegno o dei prodotti industriali, ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a lire quattro milioni. Alla stessa pena soggiace chi contraffà o altera brevetti, disegni o modelli industriali, nazionali o esteri, ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali brevetti, disegni o modelli contraffatti o alterati.
    Le disposizioni precedenti si applicano sempre che siano state osservate le norme delle leggi interne o delle convenzioni internazionali sulla tutela della proprietà intellettuale
    o industriale;
    8
    Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi -Chiunque, fuori dei casi di concorso nei delitti preveduti dall’articolo precedente, introduce nel territorio dello Stato per farne commercio, detiene per vendere, o pone in vendita, o mette altrimenti in circolazione opere dell’ingegno o prodotti industriali, con marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, contraffatti o alterati, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a lire quattro milioni. Si applica la disposizione dell’ultimo capoverso dell’articolo precedente;
    9
    Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in circolazione opere dell’ingegno o prodotti industriali, con nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri [2563-2574 c.c.], atti a indurre in inganno il compratore sull’origine, provenienza o qualità dell’opera o del prodotto, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a ventimila euro; 10 Fuori dei casi di concorso nel reato, chi, al fine di procurare a se’ o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque s’intromette nel farli acquistare, ricevere od occultare, e’ punito con la reclusione da due a otto anni e con la multa da lire un milione a lire venti milioni. La pena e’ della reclusione sino a sei anni e della multa sino a lire un milione, se il fatto e’ di particolare tenuita’. Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando l’autore del delitto, da cui il denaro o le cose provengono, non e’ imputabile o non e’ punibile importo è aumentato a 430 € nel caso di arrivo in aereo o via mare. Tali limiti si riducono a 150 € per i viaggiatori minori di 15 anni, indipendentemente dal mezzo di trasporto utilizzato.
    Progetto F.A.L.S.T.A.F.F.
    Si tratta di un progetto di lotta alla contraffazione, elaborato dall’Agenzia delle Dogane che si concretizza
    nella costituzione di una banca dati multimediale dei prodotti autentici inserita nel sistema informativo AIDA
    (Automazione Integrata Dogane e Accise) dell’Agenzia. La banca dati, alimentata dagli stessi titolari del diritto, consente, ma non solo, di confrontare le caratteristiche dei prodotti sospettati di contraffazione con le caratteristiche dei prodotti originali. In sintesi, ogni azienda che richieda un intervento di tutela di un proprio prodotto genera una scheda nella banca dati, in cui possono essere registrate, per ogni prodotto, tutte le informazioni di carattere tecnico che lo contraddistinguono. Della banca dati fanno parte anche le immagini del prodotto e la “mappa” dei suoi itinerari doganali. I funzionari doganali possono a loro volta interrogare la banca dati ottenendo risposte in tempo reale e possono avvalersi, per le richieste di intervento, di esperti delle associazioni di categoria e/o degli enti di certificazione della qualità dei prodotti posti sotto tutela. La banca dati si integra, inoltre, con il Circuito Doganale di Controllo e permette di definire ulteriori profili di rischio ai quali sono collegate specifiche azioni per la tutela dei prodotti protetti da marchio. Nel 2005 il progetto FALSTAFF ha ricevuto la Menzione d’onore negli eEurope Awards, Oscar Europeo 2005 per le migliori iniziative di e-government, che ha avuto luogo a Manchester, presso la Presidenza del Regno Unito del Consiglio UE.

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